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giovedì 18 giugno 2015

RECENSIONE: Il giardino dei raggi di luna


Ciao a tutti e bentornata a me!!! 
Questa settimana avevo previsto, come vi avevo scritto nel mio ultimo post, di essere abbastanza presente sul blog, peccato che domenica sera il modem si sia spento e non sia più ripartito.... e diciamolo, scrivere post con uno smartphone è impossibile!!!! Nella mia nuova casa internet non è ancora allacciato, e così ho dovuto aspettare ... oggi finalmente ieri il nuovo modem è arrivato, e mi rimetto subito a scrivere!

Intanto vi anticipo che finalmente sabato 27 entrerò nella mia nuova casa, sono molto emozionata!! Questo fine settimana la mia stellina ed io finiremo le ultime riparazioni e porteremo dentro i mobili!  L'ultima fatica insomma.

Questa settimana vi scrivo la recensione di "Il giardino dei raggi di luna", che è ambientato in North Carolina.... in questo momento adoro i romanzi ambientati nel sud degli Stati Uniti, infatti ho letto anche "Odio quindi amo" della Phillips e "Niceville" di Carsten Stroud..... le ambientazioni sono impagabili!!

TRAMA

Arrivata nella casa del nonno, l'intraprendente Emily si accorge ben presto che gli abitanti di Mullaby si guardano bene dall'aiutarla. Anzi, i vecchi conoscenti della madre sembrano volerla evitare, come se il suo nome fosse avvolto da un maleficio. E mentre Mullaby finge una vita tranquilla, Emily realizza che i misteri e le stranezze sono all'ordine del giorno - stanze dove la carta da parati cambia a seconda dell'umore di chi la guarda, un uomo gigante "così alto da riuscire a vedere ciò che accadrà domani", strani fasci di luce che spazzano i cortili a mezzanotte. E una bizzarra vicina, Julia, con le braccia piene di cicatrici, che sforna in continuazione biscotti davanti alla finestra spalancata. Come mai nessuno vuole rammentare gli anni della giovinezza della madre di Emily? E cos'è quella storia d'amore, di cui si parla a mezza voce, che ha spezzato il cuore e la vita di un giovane del paese? La verità non è quella che Emily si aspettava. Perché in quel paese di curiose stramberie, dove il tempo scorre più lentamente che in ogni altro luogo, la fortuna sorride a chi sa assaporare il lato magico della vita.

COSA NE PENSO

Diciamolo francamente, con una cover del genere questo libro non passa certo inosservato! Richiama delle atmosfere magiche e notturne. Ma si ritrovano nel libro, oppure è uno di quei casi in cui la cover promette meraviglie, e poi le speranze vengono disattese?
Emily è rimasta orfana, e non le resta altra scelta che quella di recarsi a casa del nonno materno, suo unico parente ancora in vita, in un paesino nel North Carolina. Emily non ha mai incontrato suo nonno, e non sa niente dell'infanzia della madre, ma si rende subito conto che molti abitanti di Mullaby la trattano con freddezza e sembrano volerle nascondare qualcosa..... ma cosa? I misteri non finiscono qui, infatti Emily si rende presto conto che la carta da parati della sua camera cambia all'improvviso, che suo nonno è alto due metri e mezzo e che la notte ci sono delle strane luci che corrono attraverso i boschi.... e che dire dei suoi vicini, che non escono mai di notte? Niente paura, non si tratta di una storia di vampiri!! In effetti, non tutte queste stranezze vengono spiegate, ma non ho avuto un'impressione di incompletezza, piuttosto che l'autrice abbia scelto volutamente di non spiegare tutto per non togliere l'impressione che Mullaby sia un posto magico, dove la magia esiste e alcune cose si devono semplicemente accettare, e non spiegare.

In realtà secondo me le protagoniste sono due, Emily e la sua vicina Julia, anche lei tornata da poco a vivere a Mullaby. Entrambe vivranno la loro storia d'amore e troveranno il loro posto nel paese, non ci sono grandi colpi di scena anzi sono entrambe due storie abbastanza prevedibili. 

In generale, questo romanzo è stato leggero e rilassante, non è un capolavoro ma è piacevole.

Stagione: estate. Assolutamente ESTATE. Sia perchè è ambientato el sud degli Usa, sia perchè la narrazione è ambientata in piena estate, e questo, nel North Carolina, significa cicale, caldo, sonnolenza e immobilità.

venerdì 29 maggio 2015

RECENSIONE: MORTE A PEMBERLEY


Buongiorno a tutti e a tutte!! Ormai anche maggio è agli sgoccioli, io sto finendo gli ultimi titoli della mia TBR mensile. In questo momento sono immersa in "Non mi piaci ma ti amo", che mi sta piacendo molto e mi sta regalando delle enormi risate! Lo consiglio a chi desidera leggere una commedia romantica con tanta allegria.
La recensione di oggi è su "Morte a Pemberley" di P.D.James, so che ne ho già parlato nell'ultimo post sui retelling di Orgoglio e Pregiudizio (qui), ma sono in piena immersione di Downton Abbey, e quindi la vecchia Inghilterra mi ispira molto....

TRAMA

Inghilterra, 1803. Sono passati sei anni da quando Elizabeth e Darcy hanno iniziato la loro vita insieme nella splendida tenuta di Pemberley. Elizabeth è felice del suo ruolo di padrona di casa ed è madre di due bellissimi bambini. La sorella maggiore Jane, cui lei è legatissima, vive nelle vicinanze insieme al marito Charles, vecchio amico di Darcy, e il suo adorato padre, Mr Bennet, va spesso a farle visita. Ma in una fredda e piovosa serata d'ottobre, mentre fervono gli ultimi preparativi per il grande ballo d'autunno che si terrà il giorno successivo, l'universo tranquillo e ordinato di Pemberley viene scosso all'improvviso dalla comparsa di Lydia, la sorella minore di Elizabeth e Jane. In preda a una crisi isterica la giovane donna urla che suo marito, l'ambiguo e disonesto Wickham, non gradito a Pemberley per la sua condotta immorale, è appena stato ucciso proprio lì, nel bosco della tenuta. Di colpo, l'ombra pesante e cupa del delitto offusca l'eleganza e l'armonia di Pemberley, e i protagonisti si ritrovano loro malgrado coinvolti in una vicenda dai contorni drammatici.  

COSA NE PENSO

Allora allora..... "Orgoglio e pregiudizio" è un libro a cui sono molto affezionata, lo rileggo periodicamente anche se ormai lo ricordo a memoria, quindi un libro che si proponesse di essere il suo immaginario seguito mi ispirava molto, ma avrebbe anche potuto essere un enorme disastro.
 P.D.James, che non conoscevo ancora (mi cospargo il capo di ceneri!!!) è riuscita a richiamare molto bene le atmosfere del romanzo della Austen, sia a livello di stile di scrittura sia nel carattere dei personaggi, quindi ho potuto ritenermi soddisfatta.

Ritrovare Elisabeth e Darcy dopo sei anni di matrimonio e vedere come se la cavavano nel gestire Pemberley è stato magnifico, e mi è molto piaciuta la cura dell'autrice nello spiegare le incombenze di Elisabeth in una grande tenuta di campagna. Meno spazio è stato riservato a sua sorella Jane, ma dopotutto Elisabeth è sempre stata la vera protagonista, anche in Orgoglio.
Introdurre un omicidio è stato un altro colpo di genio, non so se la Austen l'avrebbe approvato ma io l'ho trovato geniale, soprattutto considerando che vi fosse coinvolto quel pezzente di Wickam e la stupidissima sorella Lydia.

Unica pecca, secondo me, è che dopo una prima metà del libro molto brillante la narrazione si appiattisce: le indagini dell'omicidio vengono portate avanti con un'inchiesta e un processo, ma senza che Elisabeth e Darcy ne prendano parte o scoprano alcunchè. Avrei probabilmente preferito che si improvvisassero detective, magari inconsapevolmente.

Stagione: il clima inglese e il clima di tensione mi hanno richiamato l'autunno. Magari durante una serata di pioggia!

mercoledì 20 maggio 2015

RECENSIONE: Il risveglio della signorina Prim


Ciao a tutti!!! Finalmente tra due settimane mi trasferisco con la mia stellina adorata, non vedo l'ora sono entusiasta! Certo, so che non saranno tutte rose e fiori, ma sono contenta di iniziare questo nuovo capitolo della mia vita. Ovviamente in questi giorni le cose da fare sono moltissime, e passo da un negozio all'altro per comprare tutto l'occorrente, avere preventivi per la linea internet, ecc... non è mai finita!
Stamattina mi prendo una piccola pausa per postare la recenione di "Il risveglio della signorina Prim", che ho appena finito di leggere e che non mi ha particolarmente soddisfatta, come potrete leggere.

TRAMA

Se vuoi intraprendere questo viaggio apri bene gli occhi, respira profondamente e dimenticati della velocità del mondo. Stai per imboccare la strada che ti condurrà a Sant'Ireneo di Arnois, un universo dove le persone sono più buone e la vita è più bella, dove il frastuono e la frenesia non arrivano e dove finalmente avrai il tempo per godere a pieno delle piccole gioie quotidiane. Proprio a Sant'Ireneo approda la signorina Prim, una trentenne coltissima che sotto l'apparenza razionale e lo spirito indipendente nasconde le debolezze e le contraddizioni di un animo sensibile e passionale. Spinta dal desiderio di scappare dai ritmi dell'ufficio, dalle interminabili giornate tutte uguali, avvelenate da sorrisi sarcastici e occhiate malevole, dopo aver letto sul giornale l'annuncio di un posto di lavoro come bibliotecaria a casa di un "gentiluomo", si è infatti convinta che l'occasione per cambiare passo sia finalmente arrivata. Quando però si presenta a casa del suo nuovo principale, una sorta di orgoglioso e affascinante Mr Darcy che con metodi assolutamente non convenzionali insegna ai bambini del paese, si rende conto di non essere preparata a fronteggiare una realtà così distante dalla sua tradizionalissima formazione. Le regole e le abitudini di questo paese, così come i suoi anticonformisti e arguti abitanti, aiuteranno la signorina Prim a ristabilire un contatto con la bellezza delle piccole cose e la accompagneranno lungo un cammino di crescita personale... 

COSA NE PENSO

Sinceramente, e per andare diretta  al punto, questo libro mi ha delusa. Probabilmente è stata una questione di aspettative: leggendo la trama, mi immaginavo una storia frizzante, allegra e a tratti divertente, invece ho trovato una narrazione seriosa, pesante e a tratti con dialoghi che toccavano temi filosofici.
Non è un brutto libro, semplicemente non era ciò che cercavo.

La protagonista, Miss Prim, è austera, moralista e non ammette gli errori, nè i suoi nè quelli altrui, non è un personaggio per cui si provi simpatia, anzi risulta quasi antipatica, con la sua abitudine ad alzare il naso in alto e a non scendere mai a compromessi. Quanto al protagonista maschile, "l'uomo dello scranno".... beh.... sinceramente, non ho nessuna opinione di lui, i dialoghi tra lui e Miss Prim riguardano la scelta dei libri da far leggere ai bambini e le scelte religiose di lui, che Miss Prim non riesce ad accettare (il poverino ha la disgrazia di essere.... cattolico!!! E Miss Prim proprio NON riesce ad accettarlo), e sono zeppi di citazioni e rimandi filosofici e narrativi.

L'ambientazione è sicuramente particolare, nel villaggio di Sant'Arnois la vita scorre con un altro ritmo, tutti sono super istruiti ma si adattano con gioia a fare lavori diversi da quelli per cui hanno studiato, l'importante è non lavorare troppo e godersi la vita. E dal momento che ognuno ha almeno una laurea, a turno insegnano ai bambini del villaggio, che sono quindi dei bambini super istruiti, oserei dire dei bimbi transgenici. L'idea è carina, peccato che anche in questo caso il tutto sia stato appesantito da considerazioni morali, filosofiche ed educative.

Il particolare più riuscito dell'intero libro, secondo me, è la cover, con un severo disegno degli anni '70.

Stagione: contrariamente al titolo, che porterebbe a pensare alla rinascita e alla primavera, a me questo libro ha richiamato più che altro l'autunno, per la precisione il tardo autunno, quando le piante sono ormai spoglie ed inizia il freddo.

mercoledì 22 aprile 2015

RECENSIONE: CIGNI SELVATICI


Buongiorno lettori!!!
Oramai anche il mese di aprile si avvia alla fine, io non penso finirò la mia TBR di questo mese, ma sicuramente sto avanzando bene in generale.
Letture a parte, come procedono le mie giornate? In generale, durante il giorno ho moltissime cose da fare (come tutti del resto), sono più libera di sera, e in questo momento guardo molte serie televisive.... ma ve ne parlerò meglio in un altro post, oggi voglio pubblicare la recensione di Cigni selvatici, ho notato che diversi di voi me l'hanno chiesto, quindi eccovi accontentati!


TRAMA

La storia vera di "tre figlie della Cina" (l'autrice, sua madre, sua nonna) le cui vite e le cui sorti rispecchiano un secolo di storia cinese, un tempo di rivoluzioni, di tragedie e di speranze: dall'epoca dei "signori della guerra" all'occupazione giapponese e poi russa, dalla guerra civile tra i comunisti e il Kuomintang alla lunga Marcia di Mao e alla Rivoluzione Culturale. Allevata come una "Guardia rossa", Jung Chang raccoglierà infine l'eredità di dolore e di speranza di sua nonna e di sua madre, opponendosi al regime, che le deporterà i genitori in un campo di rieducazione e la esilierà ai piedi dell'Himalaya, fino all'insperata occasione di espatrio, nel 1978, verso l'Inghilterra. 



COSA NE PENSO

Allora allora, come probabilmente saprete già, a marzo mi sono concentrata sui libri ambientati tra Cina e Giappone, quindi ho letto anche Cigni selvatici... che comincia negli stessi anni in cui finisce Fiore di neve e il ventaglio segreto che avevo letto appena prima (recensione qui), quindi per me è stato molto facile riprendere il filo dove l'avevo lasciato.... 

L'intera vicenda dura circa un secolo, si parte con la storia della  vita della nonna, poi della mamma ed infine della  scrittrice stessa, per un totale di quasi 700 pagine.... non iniziatelo se avete poco tempo, o se cercate una lettura disimpegnata: i temi trattati sono seri e a volte pesanti, si parte con la condizione delle donne alla fine del 1800 (la nonna), per passare poi all'ascesa e all'instaurazione del comunismo (la mamma) e alla sua crisi e caduta (la mamma e la figlia).

L'autrice scrive in modo veramente incantevole, ed è un piacere leggere questo libro, tuttavia ci sono dei punti che risultano più noiosi, perchè le vite dei protagonisti vengono momentaneamente messe da parte per poter descrivere delle riforme o delle scelte politiche; senza questi passaggi peraltro non si capirebbe niente, ma sicuramente appesantiscono un po' la narrazione.

All'inizio del libro sono presenti una cartina geografica, una cronologia dei principali avvenimenti storici e della vita dei personaggi e un albero genealogico; a me sono serviti tantissimo per orientarmi, anche perchè ogni tanto un personaggio decideva di cambiare nome per un qualche motivo, oppure rispuntava fuori dopo 300 pagine in cui non se ne era parlato, e facevo fatica a ricollegare chi fosse!

Il mio giudizio è simile a quello che ho avuto per Fiore di neve e il ventaglio segreto: questi temi li studiamo tutti a scuola, ma in modo molto asettico e senza calarci veramente all'interno del problema, e il risultato è un "sapere senza sapere": libri del genere ci permettono di capire veramente come sono andate le cose, e cosa ha significato per la popolazione, quindi, nonostante la pesantezza di alcuni passaggi, è un libro che consiglio veramente a tutti.

Stagione: la durezza dei temi e anche di alcuni passaggi mi fanno scegliere l'autunno







sabato 4 aprile 2015

RECENSIONE: FIORE DI NEVE E IL VENTAGLIO SEGRETO


Buona Pasqua a tutti!!!!!
Sembra che il mio mese pieno stia finalmente finendo, e posso veramente ricominciare a leggere con calma.
Lo scorso mese la mia TBR prevedeva titoli che mi facessero viaggiare in estremo oriente, e sono riuscita a leggerli tutti, anche se non è stato facile perchè si trattava di veri e propri mattoncini con temi impegnativi.
Posto subito la recensione del primo, Fiore di neve e il ventaglio segreto di Lisa See.... a dopo!!


TRAMA

Ottuagenaria e tormentata dai rimorsi, Giglio Bianco ripensa al proprio passato e a Fiore di Neve, l'amica scomparsa da molti anni che ha avuto un ruolo cruciale nella sua esistenza. Poiché le rimane solo il dono del tempo, vuole onorarlo raccontando la storia della sua lao-tong - la compagna di parole segrete - e del tragico equivoco che ha amaramente segnato un legame lungo una vita. Ha inizio così una vicenda di intensa drammaticità ambientata nella Cina del XIX secolo, quando mogli e figlie ancora avevano i piedi bendati e vivevano in uno stato di isolamento pressoché totale. Allora le donne di una remota contea dello Hunan ricorrevano a un codice segreto per comunicare tra loro. Si scambiavano lettere tracciate a pennello sui ventagli o messaggi ricamati sui fazzoletti, e inventavano racconti, sfuggendo così alla propria reclusione per condividere speranze, sogni e conquiste. Un viaggio a ritroso verso un periodo della storia cinese commovente e doloroso insieme, che all'attenzione ai particolari storici e di costume fonde capacità evocativa.

COSA NE PENSO

Potete trovare questo libro in diverse edizioni, io ho letto quella della Longanesi del 2011, che è molto curata: sicuramente l'aspetto estetico in un libro non è tutto, ma è altrettanto vero che anche l'occhio vuole la sua parte: la cover della Longanesi è sicuramente più ad impatto rispetto alle precedenti versioni (che riporto a destra), e le pagine sono accompagnate da dei disegni ai margini delle pagine, molto graziosi e che richiamano il ventaglio usato da Fiore di Neve e Giglio Bianco per scambiarsi confidenze.

Aspetto visivo a parte, cosa ne penso? La storia è splendida, scritta in modo stupendo, e in più offre l'occasione di approfondire la condizione della donna in Cina a metà del 1800... che è poi la stessa condizione in cui vivevano da secoli, e che cambierà solo con l'arrivo di Mao (di cui in questo libro non si parla, ma subito dopo ho letto Cigni selvatici di Jung Chang, e l'ho seguito molto meglio perchè prima avevo letto questo libro, che finisce proprio negli anni in cui inizia Cigni selvatici).

La storia è raccontata in prima persona da Giglio Bianco, ormai vecchia, che ripercorre la vita sua e di Fiore di neve, la sua laotong, la sua "altra sè": la natura di questo legame, così come alcuni modi di dire e alcune usanze, risultano veramente estranei alla nostra cultura, ma l'autrice riesce a spiegare tutto in modo sempre efficace e mai pesante, ricorrendo anche a metafore incantevoli e poetiche. E' una storia a tratti triste, in cui l'incomprensione e i malintesi hanno una grande parte, ma veramente incantevole, uno di quei libri che lascia qualcosa quando si finisce di leggerlo.

Stagione: il libro si snoda su diversi anni e diverse stagioni, ma io consiglio la primavera, la stagione dei fiori e della rinascita, per accompagnare i cambiamenti nelle vite delle protagoniste.

lunedì 23 febbraio 2015

RECENSIONE: ULTIME NOTIZIE DALLA FAMIGLIA


Buon inizio settimana lettori!!! Ormai febbraio volge al termine, e sto già pensando a cosa leggere a marzo.... lo smaltimento della mia TBR 2015 procede a ritmi abbastanza sostenuti, e per ora posso essere soddisfatta di me stessa!!!!
Vi lascio con la recensione di Ultime notizie dalla famiglia di Pennac, che ho letto qualche settimana fa (si, lo so che devo ancora finire le recensioni dei libri letti a gennaio, ma insomma mi andava di recensire questo.....) ciao e alla prossima!!!!


Questo titolo è il quinto (e penultimo) della saga familiare dei Malaussène. 
In realtà, contiene due libri dello stesso Pennac: Monsieur Malaussène a teatro e Cristiani e Mori.

Per quanto riguarda il primo, Monsieur Malaussène a teatro, si tratta della rievocazione della nascita di Monsieur Malaussène. E come lo fa Pennac? Semplice, si limita a fare un copia-incolla di tutti i paragrafi che parlavano di questa gravidanza nel libro precedente, Monsieur Malaussène per l'appunto, e per non far fare confusione ai lettori aggiunge al titolo due parole, "a teatro". Il risultato è abbastanza deludente, specie per chi, come me, ha letto questo libro appena dopo il precedente, e quindi aveva ancora la memoria freschissima su quello che era successo.

Il secondo racconto, Cristiani e Mori, racconta del padre di Il Piccolo, di come è arrivato in casa Malaussène e di come si sia innamorato della madre della tribù. Trattandosi di una vicenda avvenuta molti anni prima, solo i fratelli più grandi sono già nati, mentre Jeremy, Il Piccolo, E' Un Angelo, Verdun e tutti i vecchietti sono ancora assenti. Un particolare che ho apprezzato è il maggiore spazio concesso a Louna, sulla quale negli altri libri si sorvola sempre, si sa solo che esiste e ogni tanto compare, ma è raro che parli o che prenda parte alle vicende della famiglia.
Si tratta di una sessantina di pagine simpatiche da leggere, ma prive della solita complessità che caratterizza la scrittura di Pennac.

Nel complesso, l'ho trovato un miscuglio senza molto senso, ma che vale la pena di leggere per finire il ciclo dedicato a questa famiglia.
La copertina riflette il pasticcio, infatti la casa editrice ha scelto di creare un collage con dei particolari dei cinque libri precedenti: Il paradiso degli orchi, La fata carabina, La Prosivendola, Signor Malaussène, rendendola ancora più inguardabile e meno solleticante delle altre. 
Insomma, tra tutti e sei i romanzi di Malaussène, questo è il meno godibile!

Stagione: non sono riuscita ad abbinarlo a nessun tempo particolare, vi consiglio una giornata insulsa, grigia e piatta.


giovedì 19 febbraio 2015

RECENSIONE: IL TRONO DI GHIACCIO


Buongiorno!!!! In questi giorni sono veramente molto occupata, lanciare una nuova attività non è facile, e ora ho anche deciso di andare a vivere con la mia stellina, quindi i cambiamenti si sommano e sembra non esserci mai fine alle cose da fare.... dal momento però che le recensioni si accumulano a ritmi veramente folli posto al volo quella di "Il trono di ghiaccio", che ho appena finito di leggere.... penso che il libro e l'autrice non abbiano bisogno di uteriori presentazioni, quindi vado diretta al succo!!!

TRAMA

Nessuno esce vivo dalle miniere di Endovier. Celaena, la migliore assassina nel regno di Adarlan, è lì rinchiusa da un anno e quando le offrono la possibilità di diventare sicario di corte, non esita neppure un istante ad accettare. Ma la lotta è appena all'inizio: Celaena deve affrontare ventitré contendenti. Se vincerà, diventerà la paladina del re e dopo quattro anni di servizio sarà libera. Il Principe Ereditario è il suo maggiore alleato. Il Capitano delie Guardie la protegge. Entrambi la amano. Ma l'amore e il talento non bastano per vincere. Nel castello un pericolo insidioso è in agguato, e ben presto Celaena capisce che le persone di cui fidarsi sono sempre meno... 

COSA NE PENSO

 Era veramente da parecchio tempo che volevo leggere questo libro, ma non era in programma per questo mese.... ma dal momento che un paio di titoli che avevo previsto non sono ancora arrivati ne ho finalmente approfittato. Siceuramente sono partita con delle aspettative molto alte, perchè avevo sentito tutti parlare bene di questo libro, e speravo caldamente che la sua fama fosse meritata. Che dire.... la storia mi è piaciuta e sono impaziente di leggere il seguito! E' esattamente il genere che io ADORO, cioè un fantasy con una buona dose di intrighi, combattimenti e sovrannaturale e una bella storia d'amore a condire il tutto! L'equilibrio di questi elementi è veramente buono, non c'è mai un tema che sia troppo sviluppato a discapito degli altri, ma tutto procede in sintonia e senza mai essere pesante.
Celaena (come si pronuncia??? Io dico Calena, ma sono quasi sicura di sbagliare) è un personaggio veramente ben caratterizzato, un'assassina spietata ma anche, in molte scene, comica e tenera, ha sicuramente ampi margini di crescita per i prossimi libri, perchè in questo a volte si dimostra immatura ed un pelo troppo orgogliosa.

Ovviamente, come in ogni buon triangolo che si rispetti, ogni lettore sceglie un suo preferito, e il mio è il bel Capitano delle Guardie, che trovo molto più interessante del principe. Forza Chaol, quindi, anche se temo che questo triangolo non sarà così facile da districare!!

L'unico aspetto che mi ha lasciata perplessa di questo primo libro è l'ambientazione: si capisce molto poco della società fuori dal castello, ma mi è sembrato che l'ambientazione fosse medievale perchè non si parlava mai di innovazioni tecnologiche; tuttavia, alcuni dettagli della vita di corte mi fanno propendere piuttosto per un'epoca più recente, direi verso il 1800.... ad esempio il fatto che danzino il valzer e che suonino il pianoforte! Non riesco a capire se si tratti di sviste dell'autrice, o di miscugli intenzionali.... qualcuno di voi sa forse illuminarmi?

Stagione: assolutamente inverno, meglio ancora se nevica, perchè la neve è sicuramente la protagonista metereologica di questo libro!

mercoledì 11 febbraio 2015

RECENSIONE: SIGNOR MALAUSSENE


Ciao lettori!!! Il bel tempo continua a graziare Vicenza, con un bel cielo limpido e azzurro e tanto sole, e anche se fa ancora freddissimo non posso lamentarmi. Peccato dover lavorare, ma quando alzo gli occhi dalla scrivania e vedo questo bel tempo mi viene molta allegria e non posso fare a meno di sorridere.

In questi giorni sto letteralmente divorando libri, ho anche (finalmente!) iniziato la serie Il trono di ghiaccio (che mi sta conquistando!) e rimango sempre più indietro con le recensioni, ad esempio oggi posto quella di Signor Malaussène di Pennac, ma ho già letto i due successivi!!! Non ce la farò mai, però ci provo!!

TRAMA

Ehi! Oh! Mi ascolti? Concentrati un po', santo dio! Piantala di ronfare nella pancia di tua madre. Dopo tutto ti sto presentando la tribù che ti accoglierà!". È Benjamin Malaussène, di professione capro espiatorio, che parla a Signor Malaussène, suo figlio in procinto di nascere, per presentargli la tribù Malaussène, la sua futura famiglia. In una Belleville assediata dagli ufficiali giudiziari, qualcuno oppone una strenua resistenza. Al centro dell'azione il cinema Zèbre, dove si vorrebbe proiettare, una sola volta prima che venga distrutto, il Film Unico di un vecchio e celebre produttore cinematografico.

COSA NE PENSO

I libri di Pennac sulla famiglia Malaussène sono per me da sempre una lettura imperdibile. Come riesca questa famiglia strampalata a sopravvivere rimane uno dei grandi interrogativi libreschi della mia vita (assieme a: riuscirà mai George R. R. Martins a finire The game of Throne????).

Questo volume è il più grosso della serie, e ammetto che arrivare in fondo è stato difficile per lo stile particolare di Pennac: neologismi, frasi intricate e filosofeggianti, riflessioni mescolate a dialoghi e citazioni e monologhi e postille. Lo stile di Pennac mi piace, ma ho trovato faticoso sostenerlo per 448 pagine; la trama poi faceva fatica a decollare, e l'impressione generale è stata di una lentezza senza avvenimenti, sottolineata dall'immobilità del caldo dell'estate parigina, con molte riflessioni e molto stile: di tutti i libri sui Malaussène, è sicuramente quello che mi è piaciuto di meno.

Dalle cover dei libri si può sempre intuire qualcosa: in questo caso, le cover sono due, e dalla prima (che ho riportato in alto a sinistra) non si capisce poi questo granchè.... in primo piano compare una donna-scheletro dalla chioma rossa (forse Julie? Ma Julie non muore in questo libro, e non viene torturata) circondata da altre improbabili figure..... boh!
Maggiormente indicativa è la cover della seconda edizione (a destra), in cui compare una suora incinta (Gervaise), la zebra simbolo del cinema Zèbre, e Julius, il cane epilettico, che stringe in bocca la pellicola di un film: tutti questi elementi compaiono nel libro, assieme a molti altri e a un discreto numero di nuovi personaggi. 
Ricordarsi di tutto diventa quasi complicato!! La trama prevede infatti: Belleville che si difende da un ufficiale giudiziario; Clara nuovamente innamorata; la proiezione del "film unico" allo Zèbre (che è uno degli edifici in pericolo di Belleville); la mamma di nuovo a casa senza che si sappia dove è finito Pastor, il suo ultimo amore; un amico d'infanzia di Julie, ora famoso illusionista, che cela la sua identità; la gravidanza di Julie, per cui Benjamin da di matto; un serial killer che uccide le puttane redente della suora Gervaise, figlia dello sbirro Van Thian (nostra vecchia conoscenza). Probabilmente dimentico ulteriori elementi, ma se con tutta questa carne al fuoco non avete ancora l'acquolina in bocca.... buona lettura!!!






venerdì 6 febbraio 2015

RECENSIONE: I LUPI DI MERCY FALLS: Shiver, Deeper, Forever




Buongiorno a tutti!!!!
Martedì sono andata a sciare, quest'inverno è stata la prima volta, e devo dire che ci voleva, la pace delle montagne bianche e il loro silenzio mi hanno trasmesso (come sempre) molta serenità....
Ieri invece da me si è scatenato il finimondo, il cielo si è aperto e non la finiva più di piovere.... anche oggi la situazione sembra critica, così ho deciso di usare questa grigia giornata per postare la recensione dei tre libri della trilogia dei Lupi di Mercy Falls della Stiefvater.
Credo che l'autrice non abbia bisogno di ulteriori presentazione, ma devo anche ammettere che secondo me si nota come questa sia la sua prima trilogia, lo stile è più acerbo rispetto a Raven Boys e anche a La corsa delle onde (in assoluto il mio libro preferito di quest'autrice).
Ho preferito ripotare le cover originali perchè quelle italiane, con un unico colore di sfondo su cui si stagliava un cuore con tre graffi, proprio non mi garbava....


TRAMA

Grace e Sam non si sono mai parlati, ma da sempre si prendono cura l'una dell'altro. Non si conoscono, eppure lei rischierebbe la vita per lui, e lui per lei. Perché Grace, fin da piccola, sorveglia i lupi che vivono nel bosco dietro casa sua, e in particolare uno dotato di magnetici occhi gialli, che negli anni è diventato il suo lupo. E perché Sam da quando era un bambino vive una doppia vita: lupo d'inverno, umano d'estate. Il caldo gli regala pochi preziosissimi mesi da essere umano prima che il freddo lo trasformi di nuovo. Grace e Sam ancora non si conoscono, ma tutto è destinato a cambiare: un ragazzo è stato ucciso, proprio dai lupi, e nella piccola città in cui vive Grace monta il panico, e si scatena la caccia al branco. Grace corre nel bosco per salvare il suo lupo e trova un ragazzo solo, ferito, smarrito, con due magnetici occhi gialli. Non ha dubbi su chi sia, né su ciò che deve fare. Perché Grace e Sam da sempre si prendono cura l'una dell'altro, e adesso hanno una sola, breve stagione per stare insieme prima che gelo torni e si porti via Sam un'altra volta. Forse per sempre.

COSA NE PENSO

Parto da Shiver, il primo dei tre.... e anche quello che mi è piaciuto di più!! Non che la storia in sè mi sia mai particolarmente piaciuta (troppo sdolcinata per i miei gusti), ma almeno in questo primo tomo ho trovato dell'atmosfera!!!

Grace da piccola è stata attaccata da un branco di lupi, ed è stata salvata da uno di loro, un lupo dagli occhi gialli; da allora, Grace lo cerca, lo osserva, desidera diventare un lupo ed unirsi al suo branco, e anche il lupo veglia costantemente su di lei dai margini della foresta.
Grace ancora non sa che il suo lupo in realtà è un essere umano, e ho trovato ben descritta l'attrazione che prova per lui, il modo in cui lo cerca e il contatto che pian piano riesce a stabilire tra di loro. 
Proprio questo rapporto, a mio avviso, è la parte migliore del libro e dell'intera trilogia (che per quanto mi riguarda non aveva motivo di esistere, si sarebbe potuto tranquillamente mettere un bel punto finale alla fine di questo libro senza scriverne altri due).

Da quando Sam torna ad essere umano il fascino è finito... non sono più descritte le sensazioni dell'essere lupo, ma ci si concentra sulla parte umana di Sam. Di per sè questo non è un male, semplicemente mi aspettavo una storia alla Lady Hawk, in cui il passaggio umano-lupo continuasse per tutto il libro ma mantenesse intatti i ricordi e le sensazioni dell'altra forma, invece la Stiefvater ha deciso di rendere ogni parte indipendente dall'altra, e questo mi ha un po' delusa.... io desideravo una storia d'amore in cui i protagonisti continuassero ad amarsi anno dopo anno nonostante la forma di lupo di Sam, e ogni anno si ricongiungessero con il caldo!!! Quando ho capito che non sarebbe stato così sono rimasta proprio male!!!



TRAMA

Il sole della primavera illumina e scalda l'amore di Grace e Sam. Dopo tanti anni a guardarsi da lontano, lui nel bosco insieme al branco, lei ossessionata da quel branco, finalmente sono insieme, certi del loro amore e del fatto che niente e nessuno potrà mai separarli. Ma la serenità sembra destinata a durare poco. Mercy Falls è ancora scossa dalla scomparsa di Olivia. L'arrivo di Cole, un nuovo ragazzo-lupo, aggiunge solo altro scompiglio. E qualcosa - o qualcuno - si intromette tra Grace e Sam. Lui è solo, senza guide né amici: saprà lottare per salvare il suo amore?  

COSA NE PENSO

Il mistero dei cambiamenti dei titoli.... nella versione italiana, Linger è diventato Deeper!!
La cosa migliore di questo libro? Il punto di vista di Isabel, che entra a far parte dei protagonisti. 
La peggiore? Il papà di Grace, che vince la palma d'oro degli stupidi arroganti e odiosi. 

Sam è finalmente umano in modo definitivo, e tra lui e Grace le cose vanno alla grande, ma sarà tutto oro quello che luccica? Isabel non ne è convinta, e cerca di capire il meccanismo che ha permesso e Sam di sconfiggere la meningite e tornare umano, mentre ha ucciso suo fratello. Contemporaneamente, Sam si interroga sul suo futuro, i genitori di Grace iniziano ad opporsi al rapporto tra i due, e un nuovo membro del branco, Cole, fa la sua comparsa.

Cole non è un personaggio che mi ha conquistata; troppo arrogante, troppo strafottente (chi mi conosce sa che non amo personaggi del genere, anche se di solito sono i beniamini delle ragazze, vedi il caso di Jace di Shadowhunters), e tra lui e Sam volano subito scintille (anche tra lui e Isabel, ma questo è un altro discorso....). 

I punti di vista si moltiplicano, mentre nel primo libro ci sono solo quelli di Grace e Sam, ora si aggiungono quelli di Isabel e Cole, e questo, se da un lato sposta il focus del racconto dal rapporto tra Sam e Grace ad una prospettiva più ampia, ci permette anche di capire meglio che cosa succede.
Per tutto il libro sono stata pervasa da un'atmosfera di attesa, è facile intuire quello che sta succedendo, ma solo verso la fine succede veramente, quindi ho aspettato un avvenimento per tutto il libro, e mi sono parecchio annoiata nell'attesa.... paranoie di Sam, storia di dannazione di Cole e la finta corazza di Isabel mi hanno tenuto compagnia nel frattempo.



TRAMA

È arrivata una nuova primavera a Mercy Falls. Grace, che per sopravvivere ha dovuto cedere al suo animo di lupo, continua a mutare forma. Sam, saldo nella sua pelle di umano, la cerca. Perché la ama e conosce il dolore delle metamorfosi.
Quando nel bosco viene ritrovato il cadavere di una ragazza la situazione precipita: il branco è in pericolo, Grace è in pericolo, e Sam deve tentare di salvarli, deve salvare Grace, a qualunque costo…


COSA NE PENSO

Arrivata a questo punto, ho iniziato a saltare paragrafi interi nella lettura, volevo sapere come avrebbero risolto tutto, ma non mi ero affezionata abbastanza alla storia, o ai personaggi, da avere la pazienza di leggere tutto.
Eh sì, perchè di cose da risolvere ce n'erano parecchie: Grace trasformata in lupo, Sam accusato di rapimento, il padre di Isabel che organizza battute di caccia, Cole che cerca una cura.
Per i deboli di cuore, vi assicuro che l'happy ending è dietro l'angolo! Quanto a me, ho avuto la conferma che questa trilogia non era il mio genere, i personaggi non mi erano simpatici, i drammoni sentimentimentali non fanno per me ed era tutto troppo smelenso!!!

Stagione: inverno, Shiver è ambientato al freddo, mentre Deeper e Forever hanno continue piogge e freddo.

giovedì 29 gennaio 2015

RECENSIONE: AMERICAN GODS


Ma ciaaaao!!!!!!! Mi siete mancati!!!
In questo momento la mia vita è un po' frenetica, cambiare lavoro non è facile e sono nel tremendo periodo in cui invio curriculum, faccio colloqui e in generale mi guardo attorno. Le cose iniziano ad avviarsi, ma spesso non ho la voglia di sedermi davanti al pc per scrivere. Leggo sempre tantissimo, e infatti ho accumulato veramente tante recensioni, quindi posto subito la prima, American Gods, che era nella TBR 2015 ma non nella lista di gennaio.


TRAMA

Dopo tre anni di prigione Shadow sta per tornare in libertà quando viene a sapere della morte misteriosa della moglie e del suo migliore amico. Sull'aereo che lo riporta a casa l'uomo riceve una proposta di lavoro da un tipo piuttosto enigmatico, Mister Wednesday: Shadow accetta, ma gli servirà ancora qualche tempo per scoprire chi sia in realtà il suo capo, chi siano i suoi compagni d'affari e chi i suoi concorrenti.

COSA NE PENSO

Era da parecchio tempo che questo libro mi incuriosiva, già la sua cover con il fulmine che cade sulla strada mi intrigava moltissimo, così mi sono decisa a leggerlo.
Che dire..... all'inizio non sono stata entusiasta, perchè la narrazione procede abbastanza lentamente e i dettagli non sono svelati fino alle ultime pagine, ma verso la metà questo libro mi ha finalmente catturata e i particolari hanno cominciato a concatenarsi tra di loro.

Shadow, il protagonista del libro, sta tornando a casa dopo due anni di prigione quando sull'aereo incontra il misterioso signor Wednesday, che gli propone di lavorare per lui: i dettagli dell'incarico sono piuttosto vaghi, Shadow dovrebbe diventare "l'uomo di fatica" di Wednesday, ma non è ben chiaro che cosa questo significhi, nè chi sia esattamente questo Wednesday. 
Lo stupore di Shadow aumenta a dismisura quando si rende conto che il suo datore di lavoro altri non è che il dio Odino, che sta cercando di portare tutti gli dei antichi/tradizionali delle varie culture e popolazioni presenti in America in guerra contro i nuovi dei, rappresentati invece dalla tecnologia, dalle strade, dalla televisione, ecc.



Questo libro non è assolutamente adatto per una lettura veloce: ci sono moltissimi personaggi e diventa difficile ricordarseli tutti, inoltre non si capisce bene la logica di quanto succede, o cosa stia facendo Wednesday, o a volte gli stessi dialoghi. Nella narrazione principale sono inseriti capitoli che spiegano come un determinato dio sia arrivato in America, o come sia stato dimenticato nel corso del tempo (questi capitoli erano i miei preferiti). Gli dei che si incontrano nelle sue pagine sono tantissimi, alcuni più conosciuti come quelli della mitologia norrena ed egiziana, ma altri mai sentiti nemmeno nominare. Lo spazio stesso della narrazione non è fisso, Shadow e Wednesday girano moltissimo, soprattutto nel midwest, e a volte dovevo interrompere la lettura e consultare una cartina geografica per capire dove fossero diretti.
Per tutti questi motivi, all'inizio avevo trovato questa lettura un po' ostica; tuttavia, affrontando questo libro con pazienza e concentrazione l'ho trovato affascinante, ben costruito, con delle atmosfere notturne e mistiche che mi sono piaciute, e mi ha lasciato diversi spunti su cui riflettere.


Stagione: assolutamente inverno, il libro è pieno di pioggia, neve, freddo e tempeste!

domenica 28 dicembre 2014

RECENSIONE: SHADOWHUNTERS - Città di vetro

Ciao di nuovo!!! Posto subito anche questo secondo post, domani parto per Parigi e non voglio lasciare arretrati. E' da parecchio tempo che non vado a Parigi, sono molto emozionata!!! Spero solo che il mio raffreddore passi entro domani!!!


Titolo: Shadowhunters - Città di vetro

Serie: Shadowhunters #3
Autore: Cassandra Clare
Casa Editrice: Mondadori
Uscita: 2009
Pagine: 565
Prezzo:  18,00 €

TRAMA

Clary era convinta di essere una ragazza come tante e invece non solo è una Shadowhunter, una cacciatrice di demoni, ma ha anche l'eccezionale potere di creare rune magiche. Per salvare sua madre, ridotta in fin di vita dalla magia nera del padre Valentine, Clary deve addentrarsi nella Città di Vetro, luogo d'origine degli Shadowhunters, insieme al fratello Jace e al suo migliore amico Simon. Con Valentine che chiama a raccolta tutti i suoi poteri per distruggerli, l'unica possibilità per gli Shadowhunters è stringere un patto con i nemici di sempre: i Figli della Notte, i Nascosti e il Popolo Fatato. E mentre Jace si rende conto poco a poco di quanto sia disposto a rischiare per Clary, lei deve imparare a controllare al più presto i suoi nuovi poteri. L'amore è un peccato mortale… e i segreti del passato rischiano di essere fatali.
COSA NE PENSO

Come ormai saprete, la serie degli Shadowhunters non mi è ancora entrata nel cuore, e questo terzo titolo non ha fatto eccezione: l'unica cosa che me l'ha fatto piacere più dei precedenti è stata l'ambientazione ad Alicante, ma per il resto l'ho trovato scontato (c'era qualcuno che non aveva capito che Jace e Clary non erano fratello e sorella???).
Come al solito, avrei scaraventato Jace giù da un burrone, potrei riassumere il rapporto tra lui e Clary in questo modo:
Clary "Ciao Jace, sono arrivata ad Alicante!"
Jace "Cosa fai qui? Io ti odio, vattene via!"
Clary "Allora ti odio anch'io, perchè tu sei crudele!"
Jace "No aspetta, non è vero che ti odio, in realtà voglio proteggerti, quindi ti tratto come un oggetto di mia proprietà e ti mento"
Clary "Sono ancora più arrabbiata!"
Jace "No aspetta, in realtà ti amo, ma solo perchè sono demoniaco"
Clary "Ti amo anch'io, ma non ti permetto di usarmi per distruggerti!"
Che palleeeee..... leggendo tutta questa sdolcinata e prevedibile scenetta a momenti mi addormentavo.
Spero vivamente che i successivi titoli siano un po' meno fastidiosi.
Aumento di mezzo punto il mio solito tre solo perchè l'ambientazione mi è piaciuta!

Stagione: una fredda primavera, si adatta bene a battaglie e nuotate nei laghi!

RECENSIONE: UN INDIMENTICABILE NATALE D'AMORE


Ma ciaoooo a tutti, e buone feste!!!!
Come avete passato questi giorni?? Io sono stata presa in ostaggio da parenti e famiglia sia il 24 che il 25 (eh sì, da me festeggiamo entrambi i giorni!). Il 26 purtroppo mi sono ammalata, e sono ancora chiusa in casa nell'attesa di stare meglio. Ieri ha nevicato e finalmente è arrivato il freddo, così ora tutto il paese e i boschi sono coperti di bianco e non si sente neppure un suono.... è proprio magico, la neve mi fa tornare bambina!!

Titolo: Un indimenticabile Natale d'amore
Autore: Milly Johnson
Casa editrice: Newton Compton Editori
Uscita: 2013
Pagine: 317
Prezzo: 9,90 €


TRAMA

Natale è il periodo dell'anno in cui bisogna essere felici... ma Eve non ha mai amato le feste. Tutti i suoi sogni, i suoi desideri e le sue illusioni sono sempre stati disattesi. Eppure, quest'anno il destino sembra avere in serbo per lei qualcosa di davvero speciale. Sotto l'albero, Eve trova, infatti, l'unica cosa che non si sarebbe mai aspettata di ricevere: una vecchia zia le ha lasciato in eredità un parco di divertimenti dedicato al Natale. Ma le disposizioni testamentarie sono molto chiare: Eve dovrà dirigerlo con l'aiuto di un affascinante e misterioso socio d'affari, un uomo che risponde al nome di Jacques Glace. Ma chi è questo Jacques e com'è che la zia Evelyn l'ha incluso nelle sue ultime volontà? E perché Eve è costretta a dividere con lui la bizzarra eredità? Nonostante i tanti dubbi, la ragazza non rinuncia a questa nuova sfida: Winterworld sarà un grande successo. Riuscirà Jacques a farle amare di nuovo il Natale e a sciogliere il ghiaccio che tiene prigioniero il suo cuore?

COSA NE PENSO

Quando ho deciso di leggere questo libro non mi aspettavo grandi cose, volevo semplicemente un romanzo rilassante, che non fosse impegnativo, e che unisse l'atmosfera del Natale ad un po' di romanticismo: ho trovato esattamente quello che mi aspettavo.
Eve è una donna abituata ad avere il controllo della sua vita: l'infanzia difficile e la morte del suo fidanzato, cinque anni prima, l'hanno abituata a contare solo su sè stessa e a non aspettarsi regali dalla vita. Eve detesta il Natale, che per lei è collegato solo a ricordi tristi. Ma quest'anno una vecchia zia le lascia in eredità un parco a tema natalizio, Winterworld, a condizione che la nipote non ne cambi il tema e che ne divida la gestione con un misterioso socio, Jacques Glace. Ma chi è quest'uomo? Eve non ricorda di averne mai sentito parlare, ed è convinta sia un truffatore.... oltre al fatto che ha delle idee opposte alle sue per la gestione del parco!!!
Il particolare migliore del libro è sicuramente il parco, che avvolge con la sua magia e la sua atmosfera natalizia: l'idea di un parco a tema con un parco di alberi di Natale e un negozio di palle di neve è veramente incredibile, e se esistesse davvero ci andrei subito.

Stagione: c'è bisogno di chiederlo???? Natale, Natale, Natale!!!

mercoledì 17 dicembre 2014

RECENSIONE: IN VIAGGIO VERSO DI ME


Buongiorno lettori!!

Finalmente, dopo tanta acqua, quest'oggi è spuntato di nuovo il sole!! E sembra che sia accompagnato anche da notizie positive, perchè probabilmente ho trovato un nuovo edificio adatto per stabilirmi col lavoro assieme alle mie colleghe.... la conferma definitiva sarà a febbraio, ma le premesse sono buone, e spero che questa volta vada tutto per il verso giusto!!!

Tornando al blog, oggi voglio postare la recensione di "In viaggio verso di me" di Morgan Matson, un libro che mi ha veramente conquistata!!

Titolo: In viaggio verso di me
Autore: Morgan Matson
Casa Editrice: Mondadori
Uscita: 2011
Pagine: 384
Prezzo:  16,00 €

TRAMA 
 È un anno terribile per Amy: sua mamma ha deciso di trasferirsi dall'altra parte degli Stati Uniti e ha bisogno che Amy le porti l'auto di famiglia. C'è solo un problema: non è facile lasciare la casa in cui si è cresciuti, la città che si ama, e soprattutto ricominciare a guidare dopo la perdita dell'adorato papà, avvenuta tre mesi prima, proprio in un incidente d'auto. Per fortuna con lei ci sarà Roger, un amico d'infanzia quasi dimenticato che però si rivela un imprevisto compagno di viaggio. All'inizio c'è imbarazzo, ma Amy e Roger imparano presto a conoscersi: si raccontano piano, si scoprono grazie alle piccole cose. E così che decidono di deviare dal percorso messo a punto dalla madre di Amy, ispirati dal bisogno di vivere senza sconti le proprie emozioni. Ed è così che un viaggio obbligato si trasforma in un'avventura on the road, fatta di tanta musica, feste al college, continui stop in fast-food e stazioni di servizio, incontri sorprendenti e paesaggi indimenticabili. Con una valigia zeppa di ricordi e vestiti nuovi Amy proverà a reinventarsi e a trovare la sua strada. Il viaggio è solo all'inizio.
COSA NE PENSO

Era da parecchio tempo che questo libro mi attirava, pur essendo un libro scritto per una fascia d'età più giovane della mia. Io adoro viaggiare, ed è ormai da un po' che sogno un viaggio negli Stati Uniti, quindi DOVEVO leggere questo libro.
Le mie aspettative sono state soddisfatte, anzi ho trovato in questo libro molto più di ciò che cercavo.

Innanzitutto, il viaggio (motivo principale per cui avevo preso questo libro) è raccontato in modo splendido, sono descritti i paesaggi, i cartelli stradali buffi, i cibi che i due ragazzi mangiano, sono addirittura allegate delle foto; tutti questi dettagli non sono mai pesanti o noiosi, anzi sono collegati ai pensieri o ai dialoghi di Amy e Roger: insomma, proprio una piccola perla per chi volesse conoscere meglio questo paese. Ho cercato di riprodurre qui a sinistra l'itinerario di Amy e Roger, non ho segnato le città perchè, con poche eccezioni, non si fermano mai in posti famosi, quello che mi è piaciuto è stato proprio che viaggiano attraverso strade secondarie e molto isolate... la chicca finale è che sono riportate tutte le playlist con le canzoni che ascoltano durante il viaggio, così si è veramente immersi nell'atmosfera del viaggio su strada.

I due protagonisti, Amy e Roger, sono ben costruiti, ognuno di loro ha un motivo ben preciso per mettersi in viaggio, e l'itinerario è così strampalato proprio perchè segue i loro desideri: Amy segue le orme di suo padre, dei luoghi dove erano andati assieme o dove avrebbero voluto andare, mentre Roger è sulle tracce della sua ex ragazza, che cerca disperatamente di incontrare.
Ognuno dei due cresce durante il viaggio, capiscono molte cose sulla loro vita e su come vogliono viverla, ma soprattutto si aprono l'uno con l'altra, trovando un appoggio nella loro amicizia: questo viaggio on the road è soprattutto un viaggio di guarigione.

Questo libro ha veramente sfiorato la perfezione, probabilmente non gli do il punteggio massimo solo perchè sono molto pignola.... ma consiglio a tutti di leggerlo!!!

Stagione: per questa volta, non riesco a trovare una stagione da abbinarci: il libro è ambientato in estate, ma la varietà di paesaggi e di situazioni atmosferiche lo rendono veramente adatto a tutte le stagioni; unico consiglio, da leggere in qualsiasi momento purchè abbiate voglia di viaggiare.


giovedì 11 dicembre 2014

RECENSIONI: RED, BLUE, GREEN


Ciao a tutti lettori!!!
Il mio albero di Natale regge, il mio gatto l'ha a malapena degnato di uno sguardo sdegnoso, e io sono molto felice!! Ogni sera mi accoccolo sul divano e accendo le lucine, lo trovo molto rilassante!

Quest'oggi ho deciso di fare una mega recensione di tre libri tutti assieme! Si tratta di Red, Blue e Green, i tre libri della "Trilogia delle gemme" di Kerstin Gier edite dal Corbaccio.
Era da un bel po' di tempo che mi imbattevo per caso su questi titoli, e le cover sono veramente splendide, così alla fine, anche se non era una lettura prevista, ho preso il primo tomo, e ho letto di seguito anche gli altri due! L'ho trovata una trilogia fresca e divertente, anche se si notava che era destinato ad un pubblico più giovane per il tipo di stile.


TRAMA


Per l'amica Leslie, Gwendolyn è una ragazza fortunata: quanti possono dire di abitare in un palazzo antico nel cuore di Londra, pieno di saloni, quadri e passaggi segreti? E quanti, fra gli studenti della Saint Lennox High School, possono vantare una famiglia altrettanto speciale, che da una generazione all'altra si tramanda poteri misteriosi? Eppure Gwen non ne è affatto convinta. Da quando, a causa della morte del padre, si è trasferita con la mamma e i fratelli in quella casa, la sua vita le sembra sensibilmente peggiorata. La nonna, Lady Arisa, comanda tutti a bacchetta con piglio da nobildonna e con l'aiuto dell'inquietante maggiordomo Mr Bernhard, e zia Glenda considera lei, Gwen, una ragazzina superficiale e certamente non all'altezza del nome dei Montrose. E poi c'è Charlotte, sua cugina: capelli rossi, aggraziata, bravissima a scuola e con un sorriso da Monna Lisa. È lei la prescelta, colei che dalla nascita è stata addestrata per il grande giorno in cui compirà il primo salto nel passato. Charlotte si dà un sacco di arie, ma Gwen proprio non la invidia: sa bene che si tratta di una missione pericolosissima non solo per la sua famiglia ma per l'umanità intera, e da cui potrebbe non esserci ritorno. E non importa se Charlotte non viaggerà sola ma sarà accompagnata da un altro prescelto, Gideon de Villiers, occhi verdi e sorriso sprezzante... Gwen non vorrebbe davvero trovarsi al suo posto. Per nulla al mondo...

COSA NE PENSO

Gwen vive in una famiglia di viaggiatrici nel tempo e tutti credono che sia la cugina Charlotte ad avere ereditato questa magica capacità, mentre invece, sorpresa-sorpresa!! è Gwen ad essere la predestinata, come scopre a sue spese quando inizia a saltare in modo incontrollato nel passato. Mentre Charlotte è stata preparata per tutta la vita a ballare il minuetto, conversare e suonare, Gwen non sa proprio nulla sul passato e sui suoi usi!! Gwen, inoltre, ha anche il potere di vedere i fantasmi, e questa sua dote crea non pochi episodi buffi all'interno del libro.
Fin dalle prime pagine mi sono innamorata di Gwen, che è un misto di forza, simpatia e autoironia magnifici, una protagonista forte e coraggiosa. Mi è piaciuto anche moltissimo il suo rapporto con la sua migliore amica Leslie, le due ragazze sono Migliori Amiche nel vero senso della parola, senza compromessi, invidie o gelosie.
Il protagonista maschile, Gideon, invece non mi ha entusiasmata, l'ho trovato un pelino troppo sicuro di sè per suscitarmi una reale simpatia, ma ovviamente, essendo il belloccio di turno, è automatico che Gwen sia cotta di lui praticamente dall'inizio; Gideon non ha mai un comportamento chiaro verso Gwen, a tratti sembra cotto di lei, a tratti diventa freddo, e sembra quasi fare il doppio gioco con Charlotte.
Mi sarebbe piaciuto se avessero approfondito maggiormente la figura della nonna, Lady Arisa, ma ammetto che questa è l'unica critica che posso fare al libro, che si legge molto velocemente e facilmente, e che ha un buon equilibrio tra i momenti in cui Gwen salta nel passato e i momenti passati nel presente. 
Nonostante gli interrogativi siano molti, la Gier dosa molto abilmente le rivelazioni, senza darne mai nè troppe nè troppo poche, ma esattamente quelle che bastano per tenere vivo il senso d'attesa.
Ci sono poi dei viaggi nel tempo in cui si intuisce che Gwen e Gideon si imbattono nelle loro versioni future/passate, ma la Gier li lascia in sospeso, in modo da avere già della carne sul fuoco per i prossimi volumi, in cui pian piano tutto verrà spiegato.

 
TRAMA 


"Molto probabilmente il mio organismo aveva prodotto più adrenalina negli ultimi giorni che nei sedici anni precedenti. Erano successe così tante cose e avevo avuto così poco tempo per riflettere" Gwendolyn ha tutte le ragioni di questo mondo per pensarla così. Ha appena scoperto di non essere una normale ragazza londinese, bensì una viaggiatrice nel tempo che i Guardiani - una setti segreta che ha sede nel dedalo di vie intorno a Temple Church - inviano nelle epoche passate per prelevare una goccia di sangue dai dodici prescelti e completare il cronografo, una missione da cui dipende il destino dell'umanità. Peccato che la sua famiglia non l'avesse informata perché tutti erano convinti che la predestinata fosse l'odiosa cugina Charlotte e peccato che, di conseguenza, Gwen avesse trascorso gli ultimi sedici anni della propria vita a studiare (poco), giocare (molto), chiacchierare e divertirsi con le amiche come ogni ragazza. Mentre avrebbe dovuto imparare a tirare di scherma, ballare il minuetto, apprendere nozioni di storia universale e conversare in modo appropriato con l'aristocrazia del Settecento. Quasi tutto, nella sua nuova situazione, la infastidisce: essere sballottata avanti e indietro nei secoli, la supponenza mista a invidia della cugina Charlotte, la noia delle lezioni di ballo e portamento... Poche cose le piacciono: il piccolo gargoyle fantasma Xemerius, che solo lei Gwen può vedere e, naturalmente, il suo compagno di viaggi nel tempo: Gideon, bello da morire... 

COSA NE PENSO

In questo secondo volume sono entrati in scena dei nuovi personaggi che ho trovato magnifici: il demone fantasma Xemerius e Raphael de Villiers, entrambi mi hanno fatta veramente divertire (mitici i dialoghi tra Gwen e Xemerius), inoltre gli episodi comici hanno raggiunto livelli veramente epici, ad esempio quello della festa a casa dei Brompton nel XVIII secolo in cui Gwen si ubriaca e inizia a cantare un'aria del musical Cats esibendosi davanti a tutti.
La cosa che più mi ha irritata mentre leggevo è il fatto che tutti si ostinino a tenere Gwen all'oscuro di tutto, pretendono che vada in missione e che si esponga a pericoli, ma senza spiegarle il perchè; tutti la trattano con condiscendenza, quasi non potesse capire le spiegazioni, e Charlotte, con le sue arie di superiorità e di "so-tutto-io", si rende veramente odiosa, anche se da un lato posso capire che per lei sia dura rinunciare a qualcosa per cui si è sentita predestinata da tutta la vita.
Per fortuna Gwen è tosta, e si organizza da sola per svolgere le sue indagini, aiutata da tutti i suoi amici: l'amica di sempre Leslie, il demone Xemerius, la prozia Maddy, il maggiordomo Bernhard e perfino il demone Xemerius (che essendo un fantasma funge da spia).
In questo secondo volume molti particolari vengono chiariti, soprattutto sulla vera natura e sui veri scopi del conte di Saint Germain, anche se non tutti gli intrecci temporali vengono chiusi: la Gier è di nuovo molto abile a svelare esattamente la giusta quantità di dettagli per non appesantire la lettura e per tenere in sospeso il lettore.


TRAMA

"Sono davvero contento di avere chiarito le cose. In ogni caso resteremo sempre buoni amici, giusto?" Quando un ragazzo dice così a una ragazza non è che la renda pazzamente felice. Se poi il ragazzo in questione è Gideon de Villiers, occhi verdi e capelli corvini, Gwendolyn Shepherd, la destinataria del messaggio, si sente precipitare decisamente negli abissi dell'infelicità. E sì, perché, nelle due settimane che le hanno sconvolto la vita, facendole quasi dimenticare di essere una normale studentessa di sedici anni di una normale scuola londinese, Gideon le era sembrato la sua unica ancora di salvezza. Solo da due settimane, infatti, Gwen ha scoperto di essere predestinata a viaggiare nel tempo per portare a termine una missione pericolosissima da cui dipende il destino dell'umanità intera. Una faccenda che, in realtà, non le interessa affatto, diversamente dalla cugina Charlotte, che era convinta di essere lei la predestinata e che era stata educata ad affrontare situazioni e persone di ogni tempo e ogni luogo. Solo per Gideon, il suo compagno di viaggi nel passato, Gwen ha trovato sopportabile l'essere sballottata da un secolo all'altro alla ricerca di un cronografo perduto, ma ora perché dovrebbe continuare a lasciarsi tiranneggiare dall'implacabile setta dei Guardiani? D'altra parte, è vero che a poco a poco sta scoprendo segreti insospettabili sulla propria famiglia che la riguardano molto da vicino... 

COSA NE PENSO

Arrivata a questo punto, ho veramente rimpianto di non essermi fatta uno schemino con i viaggi del tempo dei vari personaggi, e chi aveva incontrato chi in quale anno.... a tratti dovevo fermarmi per ragionare, perchè non riuscivo più a seguire i vari passaggi; questo però è stato il problema maggiore, perchè per il resto, come al solito, il libro è stato godibilissimo, divertente (magnifica la battuta sul cuore di marzapane di Leslie) e fresco. 
Tutti i dettagli lasciati in sospeso sono stati spiegati, tranne due ATTENZIONE SPOILER!!!, cioè come avesse fatto il nonno di Gwendolyne ad entrare in possesso del cronografo, e come avesse fatto il conte di Saint Germain ad ottenere l'elisir nel passato; queste piccole lacune mi hanno in parte guastato il finale FINE SPOILER.
Avrei gradito maggiori dettagli nell'epilogo, ad esempio come reagiscono i Guardiani quando scoprono la verità, o come si riorganizzano, invece la scena si sposta a scuola il lunedì seguente alla festa di Cynthia, e non si parla più di tutto il resto.
La cugina Charlotte si è finalmente resa un po' ridicola, questa piccola rivincita ci voleva!! E ammetto di aver sospettato per tre libri il personaggio sbagliato, ovvero il povero Mister George, che invece è proprio innocente!!
Mi è veramente dispiaciuto essere arrivata alla fine, avrei letto ancora molte avventure di Gwenny e Gideon e dei loro amici, mi mancheranno!!

Stagione: una primavera un po' piovosa, per adeguarsi al clima londinese


mercoledì 3 dicembre 2014

RECENSIONE: NIENTE E' COME TE


Ma ciaaaooo!!!!!!!!!
In questi giorni sono piena di piccoli impegni, ma sento una bella energia positiva che circola attorno a me, e poi le lucine di Natale sono veramente meravigliose!!!! Quest'anno ho tre cene natalizie con colleghi e amici, visto che sono una golosona non vedo veramente l'ora, mi sto già leccando i baffi..... poi sono felice perchè questo fine settimana farò l'albero!! Il mese di dicembre è decisamente uno dei miei preferiti dell'anno!!!

Ma torniamo a noi, quest'oggi vi lascio con la recensione di "Niente è come te" di Sara Rattaro, libro che mi ha veramente commossa. Credo che molti di voi l'abbiano già letto, quindi mi direte se concordate con me!


Titolo: Niente è come te
Autore: Sara Rattaro
Casa Editrice: Garzanti Libri
Uscita: 2014
Pagine: 200
Prezzo: 14,90

TRAMA
Due scatole colme di libri, pupazzi e tante fotografie. Tutto il mondo di Margherita è racchiuso in quelle poche cose. In spalla il suo adorato violino e tra le mani un biglietto aereo per una terra lontana: l'Italia. La terra dove è nata e che non rivede da quando è piccola. Ma ora è lì che deve tornare. Perché a quasi quindici anni Margherita ha scoperto che a volte è la vita a decidere per noi. Perché c'è qualcuno che non aspetta altro che poterle stare accanto: Francesco, suo padre. Il suono assordante dell'assenza di Margherita ha riempito i suoi giorni per dieci anni. Da quando sua moglie è scappata in Danimarca con la loro figlia senza permettergli di vederla mai più. Francesco credeva fosse solo un viaggio. Non avrebbe mai pensato di vivere l'incubo peggiore della sua vita. Eppure, ora che Margherita è di nuovo con lui, è difficile ricucire quello che tanto tempo prima si è spezzato. Francesco ha davanti a sé un'adolescente che si sente sbagliata. Perché a scuola è isolata dai suoi compagni e a casa passa le giornate chiusa nella sua stanza. Ma Francesco giorno dopo giorno cerca la strada per il suo cuore. Una strada fatta di piccoli ricordi comuni che riaffiorano. Perché le cose più preziose, come l'abbraccio di un padre, si possiedono senza doverle cercare. E quando Margherita ha bisogno di lui come non mai, Francesco le sussurra all'orecchio poche semplici parole per farle capire quanto sia speciale: "Niente, ma proprio niente, è come te, Margherita". 

COSA NE PENSO

I precedenti libri della Rattaro non mi avevano attirata, eppure questo mi ha subito fatto scattare una molla, e l'ho letto appena sono riuscita. Lo stile della Rattaro mi è veramente piaciuto, mescola narrazione e riflessioni che il lettore si trova davanti all'improvviso, senza preavviso, che fanno gustare ancora di più la lettura e fermarsi a riflettere.

Non è vero che ci si abitua a tutto. 
Ci sono cose che non si possono accettare, ed è per questo che impariamo a lottare.

Margherita, ormai adolescente, è stata portata in Danimarca dalla madre dieci anni prima; nessuno capisce le motivazioni della donna, ma da allora la ragazza non ha più visto il padre, anzi è convinta che a lui non importi niente di lei. Come apprendiamo nel corso del libro, Francesco ha invece tentato in tutti i modi di rivederla, di stare con lei, di dirle la verità, ma senza alcun successo: riesce a riabbracciare sua figlia solo dopo dieci anni, quando la sua ex moglie muore in un incidente stradale. 
La gioia di riavere Margherita con sè è guastata dalla consapevolezza che la sua è una "vittoria" a metà: ci è riuscito solo a causa dell'incidente, e Margherita è un'adolescente solitaria con cui non riesce ad instaurare un rapporto.

Sono molti i temi affrontati in questo libro: i disturbi alimentari, la solitudine, l'amore, il bullismo.... sono tutti temi duri, ma la Rattaro riesce a parlarne con estrema delicatezza, e soprattutto crea dei personaggi credibili e ben delineati.
Nota d'onore per Lucia, la compagna di Francesco: un personaggio fantastico, oserei dire il migliore!!! Senza Lucia, questo libro non avrebbe potuto essere quello che è! Rappresenta l'ottimisco, il coraggio e l'allegria!

Stagione: scelgo un freddo inverno, a causa della solitudine che si respira in questo libro

sabato 15 novembre 2014

RECENSIONE: SHADOWHUNTERS - Città di cenere


Ciao a tutti!!! Volevo pubblicare questo post già ieri, ma poi non ci sono riuscita, quindi eccomi qui.... che dire, questo libro non era previsto questo mese, ma la fine dell'anno si avvicina e io ho iniziato a fare "pulizia" e a finire le serie iniziate.....


Titolo: Shadowhunters - Città di cenere
Serie: Shadowhunters #2
Autore: Cassandra Clare
Casa Editrice: Mondadori
Uscita: 2008
Pagine: 470
Prezzo:  10,00 €

TRAMA 

Clary: vorrebbe che qualcuno le restituisse la sua vecchia, normalissima vita. Ma cosa può esserci di normale quando tua madre è in un coma indotto con la magia e tu sei una Shadowhunter, una cacciatrice di demoni? Valentine: l'unica speranza che Clary ha per salvare la madre. Un uomo pericoloso, probabilmente pazzo, sicuramente spietato, che, fra l'altro, è suo padre. Jace: è il fratello che Clary non sapeva di avere. Bellissimo, magnetico ed esasperante, è disposto a tradire tutto ciò in cui crede, pur di aiutare il padre… E mentre a New York si moltiplicano gli omicidi, nella Città di ossa scompare la Spada dell'Anima. Il sospetto è che dietro i delitti ci sia Valentine. E Clary­ si trova costretta a scelte che mai avrebbe voluto compiere…

COSA NE PENSO

Città di ossa mi era piaciuto, ma non in maniera folle: riconoscevo il potenziale, ma era stato lento nella partenza, nelle spiegazioni, nell'introduzione dei personaggi... un libro introduttivo insomma.
Città di cenere, invece, è stato molto più dinamico proprio perchè tutti questi dettagli erano già stati spiegati, e quindi la Clare è partita in quinta con la narrazione.

In questo libro, ambientato subito dopo le vicende del primo, Clary cerca di capire chi è e scopre le sue capacità come cacciatrice, ma non è semplice rinunciare a Jace (di cui è innamorata ma che ha scoperto essere suo fratello) e ritrovare al suo fianco l'amico di sempre Simon (che è da sempre innamorato di lei).
A costo di essere trucidata da tutte le sue fans, io detesto Jace. Lo trovo arrogante, maleducato, immaturo, e non mi importa molto della sua difficile infanzia, questo non gli da il diritto di ferire gli altri ed essere così sgarbato; preferisco di gran lunga Simon, mi ci identifico nella sua passione per i manga e i fumetti, e ho veramente tremato per lui in questo capitolo.
Un'altra cosa che mi infastidisce è come tutti si fanno infinocchiare da Valentine....a me non sembra che abbia poi tutto questo carisma, eppure eccoli lì tutti a scodinzolare quando lui parla....
Meno male che c'è Magnus Bane, che mi fa semplicemente rotolare sul letto dalle risate e alleggerisce molto la tensione!!!

Secondo me, la Clare si stava ancora impratichendo in questo libro, avevo come l'impressione che molti piccoli dettagli le sfuggissero di mano: ad esempio, perchè Clary e Simon non vanno a scuola? Sappiamo che hanno 17 anni, e che è autunno... Clary in un capitolo chiede a Simon dov'è sua sorella, e Simon risponde che è a scuola....altro esempio, la Clary all'inizio sostiene che Simon sia seduto per terra appoggiato con la schiena al suo letto, ma qualche pagina dopo afferma che il letto di Simon è un futon giapponese, che quindi è un materasso per terra e non può in alcun modo fornire un appoggio ad una persona seduta.... ed è sempre questo stesso letto che Simon usa per barricarsi in camera mettendolo davanti alla porta, mentre Clary stupita gli chiede "ma come hai fatto a sollevare il tuo letto?" Cara Clary, essendo un futon non dovresti essere tanto stupita....
Sono piccoli dettagli, ma i grandi libri si distinguono proprio per questi dettagli, ragion per cui darò solo tre stelline e mezzo (il mezzo punto è per il migioramento rispetto a Città di ossa).

Stagione: direi inizio autunno, le giornate sono fresche nel libro, molto spesso i personaggi hanno freddo....