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martedì 8 settembre 2015

RECENSIONE: L'ESTATE DEL BENE E DEL MALE


Ciao a tutti!!!
Le ferie sono ormai solo un ricordo, la routine ricomincia! Settembre è un mese che mi piace, è pieno di energia scoppiettante per tutte le attività che riprendono, ma ammetto che quest'anno sono abbastanza sonnacchiosa.
Ho una serie di recensioni arretrate, oggi a Vicenza è festa quindi approfitto per postare la prima!

TRAMA

Dopo aver vinto una borsa di studio per un college prestigioso dell'East Coast, l'intelligente ma ordinaria Mabel Dagmar si trova a essere compagna di stanza della ricca e capricciosa Genevra Winslow. Mabel viene subito stregata dal mondo aristocratico di Ev e, contro ogni previsione, tra le due ragazze nasce una forte amicizia. Così quando Ev invita Mabel a passare l'estate a Winloch, la centenaria proprietà di famiglia affacciata su un lago del Vermont dove il potente clan Winslow ama radunarsi, Mabel accetta senza pensarci due volte. Lì, tra bagni di mezzanotte, gite in barca, feste e fuochi d'artificio, Mabel si rende conto di avere trovato tutto ciò che ha sempre desiderato: l'amicizia, l'amore, il lusso e, soprattutto, per la prima volta nella sua vita, la sensazione di far parte di qualcosa di bello e felice. Tuttavia, a mano a mano che l'estate avanza, Mabel avverte che sull'abbagliante perfezione dei Winslow si allungano ombre inquietanti che affondano le radici in un tempo lontano. Mentre indaga sui loro segreti, Mabel si ritrova a lottare con i demoni del suo stesso passato e scopre che a volte il Bene non è altro che una maschera. E che nell'eden di Winloch si nasconde un Male che forse solo lei è in grado di fermare. La ragazza dovrà scegliere: affrontare l'orrore che batte nel cuore del clan e farsi cacciare da quel paradiso, oppure lasciarsi sedurre dallo splendente futuro.

COSA NE PENSO

Mi sono pregustata questo libro per tutto l'inverno, aspettando l'esate per leggerlo.... immaginavo un bel giallo ambientato in una calda estate agli Hamptons, una ricca famiglia, e tanti tanti party (stile "Revenge" per intenderci). Ebbene, le mie aspettative sono state in gran parte deluse. 

Sicuramente c'è una ricca famiglia, da cui la povera protagonista, Mabel, viene ospitata per l'estate. Mabel ha un carattere introverso, non ha amici e fa fatica a legare anche con la sua compagna di stanza, la ricca e viziata Genevra. In realtà, Mabel è affascinata da Genevra, desidera la sua attenzione e la sua amicizia e per tutto il corso del libro le perdona tutte le sue angherie. Da questa breve descrizione, capirete subito che nessuna delle due ragazze mi è piaciuta: Mabel è troppo pavida e desiderosa di affetto, Genevra è prepotente, tratta Mabel più come un giocattolo da poter mettere da parte quando vuole e da riprendere come se nulla fosse dopo un po' di tempo.

Per il resto.... nessuna ambientazione nelle spiagge assolate degli Hamptons, al suo posto c'è l'umido e piovoso Vermont! Le feste della famiglia Winslow sono feste per la famiglia, non per tutto il circondario. E quanto al giallo.... nessun cadavere! Più che un giallo, direi che c'è un mistero in cui Mabel incappa, cioè come la famiglia si sia arricchita nel corso degli anni. Ma perchè Mabel indaga? Si potrebbe credere che sia curiosa, o che desideri giustizia, ma in realtà la sua è ossessione: ossessione verso la famiglia Winslow, verso quel mondo luccicante a cui lei non appartiene.
A completare le mie delusioni, il finale non mi è piaciuto per niente! Mi ha lasciata con l'amaro in bocca, avevo sperato che Mabel si riscattasse almeno nelle ultime pagine, invece continua ad essere la stessa ragazzina abbagliata da un mondo in cui vuole disperatamente entrare. Il suo personaggio non ha evoluzione, rimane piatto.
Voi cosa ne pensate? L'avete letto e concordate con me?

Stagione: assolutamente estate! Magari una piovosa giornata di agosto, perchè nel libro piove molto!




martedì 4 agosto 2015

RECENSIONE: PRIMAVERA A ROSE HARBOR


Buongiorno a tutti!!!
Finalmente la connessione internet è arrivata - che felicità!- ed è pure una scheggia!!! Sono indietrissimo con le recensioni e coi post in generale, ma prima di lasciarvi al post di oggi ho voglia di chiacchierare un po' con voi.... ADORO la mia nuova casina, e ormai ho preso mano con le faccende domestiche! Sono vicinissima alla biblioteca, in pieno centro storico, e la sera è sempre molto animato. Certo, mi mancano molto il silenzio dei boschi e delle colline dove vivevo prima, ma appena dietro casa ci sono delle strade che salgono e in 10-15 minuti posso di nuovo essere immersa nel verde. Vivere con la mia stellina è bellissimo, mi piace svegliarmi e addormentarmi con lui, anche se a volte ovviamente ci sono dei piccoli screzi. Insomma, tutto è iniziato nel migliore dei modi!
Ma ora vi lascio alla recensione di Primavera a Rose Harbor!


TRAMA

A Cedar Cove è arrivata la primavera e Jo Marie è impaziente di finire il pergolato di rose nel giardino del suo B&B Rose Harbor, al quale si dedica con amore in memoria del marito Paul. La aiuta Mark, l'uomo assunto per lavorare con lei: entrambi chiusi nei propri pensieri, entrambi con un'ombra sul cuore, eppure segretamente confortati dalla presenza l'uno dell'altra. E mentre Jo Marie trascorre la propria vita ritirata, alla porta compaiono nuovi ospiti, ognuno con una storia da raccontare e qualche pena da guarire, richiamati dalla magia di quel luogo così speciale. Tra questi c'è Annie Newton, venuta a organizzare le nozze d'oro dei suoi nonni. Pur presa dai preparativi della festa, Annie fatica a superare il dolore per la recente separazione dal fidanzato. Per di più, le tocca rivedere Oliver Sutton, di cui era stata lo zimbello da bambina. C'è poi la ricca donna d'affari Mary Smith, piena di successi nella sua attività, eppure accompagnata, ora che è malata, da un unico rimpianto: avere rinunciato, vent'anni prima, al grande amore della sua vita. È tornata a Cedar Cove per farsi perdonare. Perché in quella tranquilla cittadina in riva all'oceano soffia l'energia giusta per rimettere l'esistenza di ogni personaggio sui binari da cui era deragliata.

COSA NE PENSO

Questo è il secondo capitolo delle avventure di Jo Marie e della sua locanda, il Rose Harbor Inn (trovate la recensione del primo romanzo, "La locanda di Rose Harbor", qui). Rispetto al primo libro, questo ha toni molto più leggeri: Jo Marie è ancora in lutto per la morte del marito, ma inizia a guarire e a guardare al futuro; anche i suoi ospiti hanno vicende che sono incentrate sull'amore, e non sul perdono e sulla redenzione.
Questo tono generalmente più leggero mi ha fatto apprezzare questo libro più del precedente, e se dovessi scegliere un aggettivo per descriverlo, sceglierei "delicato": tutto ciò che la Macomber scrive, e il modo che ha di scriverlo, è delicato e dolce, e consiglio questo libro come intermezzo tra due parti di una trilogia particolamente ad alta tensione, in modo da concedere una piccola pausa alla tensione per immergersi in atmosfere più distese.
Ho anche molto apprezzato il fatto che i due ospiti della locanda del precendete libro siano ricordati e si scopra come le loro vite sono andate avanti: questo senso di continuità è molto bello, ma allo stesso tempo è talmente veloce che non infastidisce i lettori che non abbiano letto la prima parte.

Piccola curiosità: recentemente la Rai sta trasmettendo una serie intitolata "Cedar Cove", titolo ispirato al nome del paesino vicino a Seattle dove è ambientato: i protagonisti della serie sono il giudice Olivia Lockart e il suo spasimante, il giornalista Jack Griffith: ebbene, non solo la serie del Rose Arbor Inn è ambientata proprio a Cedar Cove, ma in "Primavera a Rose Harbor" fanno una brevissima comparsa sia Olivia che Jack (che sono però già sposati). La coincidenza mi è sembrata troppo grande, e cercando informazioni ho scoperto che Debbie Macomber è tra i produttori esecutivi della serie. Mistero svelato!!


Stagione: come suggerito dal titolo, la primavera! Le atmosfere delicate e romantiche contribuiranno a rinforzare questa scelta.


giovedì 18 giugno 2015

RECENSIONE: Il giardino dei raggi di luna


Ciao a tutti e bentornata a me!!! 
Questa settimana avevo previsto, come vi avevo scritto nel mio ultimo post, di essere abbastanza presente sul blog, peccato che domenica sera il modem si sia spento e non sia più ripartito.... e diciamolo, scrivere post con uno smartphone è impossibile!!!! Nella mia nuova casa internet non è ancora allacciato, e così ho dovuto aspettare ... oggi finalmente ieri il nuovo modem è arrivato, e mi rimetto subito a scrivere!

Intanto vi anticipo che finalmente sabato 27 entrerò nella mia nuova casa, sono molto emozionata!! Questo fine settimana la mia stellina ed io finiremo le ultime riparazioni e porteremo dentro i mobili!  L'ultima fatica insomma.

Questa settimana vi scrivo la recensione di "Il giardino dei raggi di luna", che è ambientato in North Carolina.... in questo momento adoro i romanzi ambientati nel sud degli Stati Uniti, infatti ho letto anche "Odio quindi amo" della Phillips e "Niceville" di Carsten Stroud..... le ambientazioni sono impagabili!!

TRAMA

Arrivata nella casa del nonno, l'intraprendente Emily si accorge ben presto che gli abitanti di Mullaby si guardano bene dall'aiutarla. Anzi, i vecchi conoscenti della madre sembrano volerla evitare, come se il suo nome fosse avvolto da un maleficio. E mentre Mullaby finge una vita tranquilla, Emily realizza che i misteri e le stranezze sono all'ordine del giorno - stanze dove la carta da parati cambia a seconda dell'umore di chi la guarda, un uomo gigante "così alto da riuscire a vedere ciò che accadrà domani", strani fasci di luce che spazzano i cortili a mezzanotte. E una bizzarra vicina, Julia, con le braccia piene di cicatrici, che sforna in continuazione biscotti davanti alla finestra spalancata. Come mai nessuno vuole rammentare gli anni della giovinezza della madre di Emily? E cos'è quella storia d'amore, di cui si parla a mezza voce, che ha spezzato il cuore e la vita di un giovane del paese? La verità non è quella che Emily si aspettava. Perché in quel paese di curiose stramberie, dove il tempo scorre più lentamente che in ogni altro luogo, la fortuna sorride a chi sa assaporare il lato magico della vita.

COSA NE PENSO

Diciamolo francamente, con una cover del genere questo libro non passa certo inosservato! Richiama delle atmosfere magiche e notturne. Ma si ritrovano nel libro, oppure è uno di quei casi in cui la cover promette meraviglie, e poi le speranze vengono disattese?
Emily è rimasta orfana, e non le resta altra scelta che quella di recarsi a casa del nonno materno, suo unico parente ancora in vita, in un paesino nel North Carolina. Emily non ha mai incontrato suo nonno, e non sa niente dell'infanzia della madre, ma si rende subito conto che molti abitanti di Mullaby la trattano con freddezza e sembrano volerle nascondare qualcosa..... ma cosa? I misteri non finiscono qui, infatti Emily si rende presto conto che la carta da parati della sua camera cambia all'improvviso, che suo nonno è alto due metri e mezzo e che la notte ci sono delle strane luci che corrono attraverso i boschi.... e che dire dei suoi vicini, che non escono mai di notte? Niente paura, non si tratta di una storia di vampiri!! In effetti, non tutte queste stranezze vengono spiegate, ma non ho avuto un'impressione di incompletezza, piuttosto che l'autrice abbia scelto volutamente di non spiegare tutto per non togliere l'impressione che Mullaby sia un posto magico, dove la magia esiste e alcune cose si devono semplicemente accettare, e non spiegare.

In realtà secondo me le protagoniste sono due, Emily e la sua vicina Julia, anche lei tornata da poco a vivere a Mullaby. Entrambe vivranno la loro storia d'amore e troveranno il loro posto nel paese, non ci sono grandi colpi di scena anzi sono entrambe due storie abbastanza prevedibili. 

In generale, questo romanzo è stato leggero e rilassante, non è un capolavoro ma è piacevole.

Stagione: estate. Assolutamente ESTATE. Sia perchè è ambientato el sud degli Usa, sia perchè la narrazione è ambientata in piena estate, e questo, nel North Carolina, significa cicale, caldo, sonnolenza e immobilità.