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lunedì 23 febbraio 2015

RECENSIONE: ULTIME NOTIZIE DALLA FAMIGLIA


Buon inizio settimana lettori!!! Ormai febbraio volge al termine, e sto già pensando a cosa leggere a marzo.... lo smaltimento della mia TBR 2015 procede a ritmi abbastanza sostenuti, e per ora posso essere soddisfatta di me stessa!!!!
Vi lascio con la recensione di Ultime notizie dalla famiglia di Pennac, che ho letto qualche settimana fa (si, lo so che devo ancora finire le recensioni dei libri letti a gennaio, ma insomma mi andava di recensire questo.....) ciao e alla prossima!!!!


Questo titolo è il quinto (e penultimo) della saga familiare dei Malaussène. 
In realtà, contiene due libri dello stesso Pennac: Monsieur Malaussène a teatro e Cristiani e Mori.

Per quanto riguarda il primo, Monsieur Malaussène a teatro, si tratta della rievocazione della nascita di Monsieur Malaussène. E come lo fa Pennac? Semplice, si limita a fare un copia-incolla di tutti i paragrafi che parlavano di questa gravidanza nel libro precedente, Monsieur Malaussène per l'appunto, e per non far fare confusione ai lettori aggiunge al titolo due parole, "a teatro". Il risultato è abbastanza deludente, specie per chi, come me, ha letto questo libro appena dopo il precedente, e quindi aveva ancora la memoria freschissima su quello che era successo.

Il secondo racconto, Cristiani e Mori, racconta del padre di Il Piccolo, di come è arrivato in casa Malaussène e di come si sia innamorato della madre della tribù. Trattandosi di una vicenda avvenuta molti anni prima, solo i fratelli più grandi sono già nati, mentre Jeremy, Il Piccolo, E' Un Angelo, Verdun e tutti i vecchietti sono ancora assenti. Un particolare che ho apprezzato è il maggiore spazio concesso a Louna, sulla quale negli altri libri si sorvola sempre, si sa solo che esiste e ogni tanto compare, ma è raro che parli o che prenda parte alle vicende della famiglia.
Si tratta di una sessantina di pagine simpatiche da leggere, ma prive della solita complessità che caratterizza la scrittura di Pennac.

Nel complesso, l'ho trovato un miscuglio senza molto senso, ma che vale la pena di leggere per finire il ciclo dedicato a questa famiglia.
La copertina riflette il pasticcio, infatti la casa editrice ha scelto di creare un collage con dei particolari dei cinque libri precedenti: Il paradiso degli orchi, La fata carabina, La Prosivendola, Signor Malaussène, rendendola ancora più inguardabile e meno solleticante delle altre. 
Insomma, tra tutti e sei i romanzi di Malaussène, questo è il meno godibile!

Stagione: non sono riuscita ad abbinarlo a nessun tempo particolare, vi consiglio una giornata insulsa, grigia e piatta.


mercoledì 11 febbraio 2015

RECENSIONE: SIGNOR MALAUSSENE


Ciao lettori!!! Il bel tempo continua a graziare Vicenza, con un bel cielo limpido e azzurro e tanto sole, e anche se fa ancora freddissimo non posso lamentarmi. Peccato dover lavorare, ma quando alzo gli occhi dalla scrivania e vedo questo bel tempo mi viene molta allegria e non posso fare a meno di sorridere.

In questi giorni sto letteralmente divorando libri, ho anche (finalmente!) iniziato la serie Il trono di ghiaccio (che mi sta conquistando!) e rimango sempre più indietro con le recensioni, ad esempio oggi posto quella di Signor Malaussène di Pennac, ma ho già letto i due successivi!!! Non ce la farò mai, però ci provo!!

TRAMA

Ehi! Oh! Mi ascolti? Concentrati un po', santo dio! Piantala di ronfare nella pancia di tua madre. Dopo tutto ti sto presentando la tribù che ti accoglierà!". È Benjamin Malaussène, di professione capro espiatorio, che parla a Signor Malaussène, suo figlio in procinto di nascere, per presentargli la tribù Malaussène, la sua futura famiglia. In una Belleville assediata dagli ufficiali giudiziari, qualcuno oppone una strenua resistenza. Al centro dell'azione il cinema Zèbre, dove si vorrebbe proiettare, una sola volta prima che venga distrutto, il Film Unico di un vecchio e celebre produttore cinematografico.

COSA NE PENSO

I libri di Pennac sulla famiglia Malaussène sono per me da sempre una lettura imperdibile. Come riesca questa famiglia strampalata a sopravvivere rimane uno dei grandi interrogativi libreschi della mia vita (assieme a: riuscirà mai George R. R. Martins a finire The game of Throne????).

Questo volume è il più grosso della serie, e ammetto che arrivare in fondo è stato difficile per lo stile particolare di Pennac: neologismi, frasi intricate e filosofeggianti, riflessioni mescolate a dialoghi e citazioni e monologhi e postille. Lo stile di Pennac mi piace, ma ho trovato faticoso sostenerlo per 448 pagine; la trama poi faceva fatica a decollare, e l'impressione generale è stata di una lentezza senza avvenimenti, sottolineata dall'immobilità del caldo dell'estate parigina, con molte riflessioni e molto stile: di tutti i libri sui Malaussène, è sicuramente quello che mi è piaciuto di meno.

Dalle cover dei libri si può sempre intuire qualcosa: in questo caso, le cover sono due, e dalla prima (che ho riportato in alto a sinistra) non si capisce poi questo granchè.... in primo piano compare una donna-scheletro dalla chioma rossa (forse Julie? Ma Julie non muore in questo libro, e non viene torturata) circondata da altre improbabili figure..... boh!
Maggiormente indicativa è la cover della seconda edizione (a destra), in cui compare una suora incinta (Gervaise), la zebra simbolo del cinema Zèbre, e Julius, il cane epilettico, che stringe in bocca la pellicola di un film: tutti questi elementi compaiono nel libro, assieme a molti altri e a un discreto numero di nuovi personaggi. 
Ricordarsi di tutto diventa quasi complicato!! La trama prevede infatti: Belleville che si difende da un ufficiale giudiziario; Clara nuovamente innamorata; la proiezione del "film unico" allo Zèbre (che è uno degli edifici in pericolo di Belleville); la mamma di nuovo a casa senza che si sappia dove è finito Pastor, il suo ultimo amore; un amico d'infanzia di Julie, ora famoso illusionista, che cela la sua identità; la gravidanza di Julie, per cui Benjamin da di matto; un serial killer che uccide le puttane redente della suora Gervaise, figlia dello sbirro Van Thian (nostra vecchia conoscenza). Probabilmente dimentico ulteriori elementi, ma se con tutta questa carne al fuoco non avete ancora l'acquolina in bocca.... buona lettura!!!






martedì 20 maggio 2014

CHI BEN COMINCIA...... #6

 
Benritrovati a tutti!!!!!!! Come state? Io sono stata messa fuori uso da un'influenza fuori stagione, ho avuto picchi di febbre a 39,5 !!! O_o 
Visto che per me la settimana inizia oggi, pubblico la rubrica "Chi ben comincia" anche se è martedì!!!
 
 
Chi ben comincia è una rubrica ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri in cui ogni 15 giorni trascrivo le prime righe di un libro: chissà se leggendolo vi verrà voglia di proseguire la lettura?
Questa settimana ho scelto di proporvi l'inizio di "La fata carabina" di Daniel Pennac. Sono da sempre una grande fan di tutta la famiglia Malaussène e di Belleville, e spero che con la recente trasposizione in film del primo romanzo della serie, "Il paradiso degli orchi", gli estimatori di questo ciclo aumentino.
Ma vi lascio all'inizio del libro e continuo dopo!!!
"Era inverno a Belleville e c'erano cinque personaggi. Sei, contando la lastra di ghiaccio. Sette, anzi, con il cane che aveva accompagnato il Piccolo dal panettiere. Un cane epilettico, con la lingua che gli penzolava da un lato.
La lastra di ghiaccio somigliava ad una cartina dell'Africa e copriva l'intera superficie dell'incrocio che la vecchia signora si accingeva ad attraversare. Sì, sulla lastra di ghiaccio c'era una donna, molto vecchia, in piedi, malferma sulle gambe, che trascinava con millimetrica prudenza una pantofola davanti all'altra. Reggeva una sporta da cui spuntava un porro d'occasione, portava un vecchio scialle sulle spalle e un apparecchio acustico nella piega dell'orecchio. Con il loro avanzare strisciante le pantofole l'avevano condotta, diciamo, fino al centro del Sahara, sulla lastra a forma di Africa. Doveva ancora farsi tutto il sud, i paesi dell'apartheid e via dicendo. A meno che non tagliasse per l'Eritrea o la Somalia, ma nel canaletto di scolo il Mar Rosso era terribilmente gelato."

Adoro la capacità di Pennac di trasmettere vita perfino ad una lastra di ghiaccio, con le sue metafore sempre sottili e argute. Pennac non è sempre facile da leggere, è pieno di neologismi e satira, ma personalmente lo consiglio a tutti!!
Dal pezzo che vi ho riportato, si conoscono quattro dei sette personaggi: il Piccolo, il cane epilettico, la nonnina e la lastra di ghiaccio: non siete curiosi di scoprire quali sono gli altri tre? ^^