Visualizzazione post con etichetta Alexander McCall Smith. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Alexander McCall Smith. Mostra tutti i post

giovedì 15 settembre 2016

RECENSIONE: L' avaro di Mayfair


Buongiorno a tutti!!
Oggi finalmente si respira, il meteo indica pioggia e quasi tutti la stiamo aspettando con gioia.
Quanto a me, ho finalmente arredato la mansarda della mia casetta, e ne è uscito un perfetto angolo da lettura che profuma di legno ancora fresco. Sono impaziente di usarlo per leggere!

Oggi vi parlerò del primo di una piccola serie di 6 libri ambientati a Londra durante le stagioni degli anni 1807-1813. La stagione, nell'Inghilterra di quegli anni, era il periodo in cui la buona società organizzava feste, balli e incontri per trovare marito alle proprie figlie, una vera e propria caccia allo scapolo (facoltoso). I protagonisti sono i servitori della casa del numero 67 di Clarges Street, che in ogni libro vedono affittata la casa a degli inquilini diversi.
Ogni libro può essere letto anche per conto proprio, non è una serie che richieda una continuità, in più ogni volume è di sole 200 pagine circa, quindi anche il più restio tra di voi può tranquillamente provare a leggerne almeno uno.

Per chi, poi, volesse proseguire, ecco tutti i titoli della serie:

1- L'avaro di Mayfair
2- Jane la bruttina
3- La perfida madrina
4- La carriera di un libertino
5- L'avventuriera
6- La rivincita di Rainbird


TRAMA

Una casa iellata, la servitù alla fame, un povero scozzese che non ha più soldi per sopravvivere ma che in compenso si trova affidata una ragazza bellissima e apparentemente molto sprovveduta. Troveranno questi elementi il modo di combinarsi? Alla fine dell'inverno del 1807, al signor Roderick Sinclair, avvinazzato e povero, muore il fratello, che gli lascia "in eredità" la sua pupilla, Fiona, da lui adottata in un orfanotrofio. La ragazza è bellissima e di un'ingenuità estrema, e l'unico modo che Sinclair vede per fare soldi da questa strana situazione è quello di portarla a Londra e farle fare un ricco matrimonio. Affitta quindi 67 Clarges Street, una casa talmente iellata da avere un costo basso. Quasi subito Fiona si dimostra meno ingenua del previsto e la servitù capisce che un modo per vivere meglio è quello di aiutare la ragazza a realizzare il proprio sogno. 

COSA NE PENSO

Chi di noi non ha detto, almeno una volta nella vita, magari in piena crisi romantica da Jane Austin, "Come mi sarebbe piaciuto vivere a quei tempi!" con tanto di sospiro trasognato e occhi a cuoricino? Ecco, con questo libro queste fantasie verranno in parte ridimensionate.... questo libro racconta tutta la verita, comprese ad esempio le cattive norme igieniche (Lucy, la sguattera, viene rimproverata perchè ha osato lavarsi i capelli, che andrebbero semplicemente lavati a secco con delle polveri, ma mai lavati, altrimenti il cervello rimane umido), gli odori (di Londra, ma anche quello delle signore, il cui odore di sudore è apprezzato dai gentiluomini), il sovraffollamento degli eventi mondani. 

Ma andiamo con ordine.... una delle prime cose che mi sono chiesta leggendo è stata "ma dov'è Clarges Street?" e ho aperto lo stradario, per scoprire estasiata che è una strada che sfocia su Piccadilly e Green Park. Chi di voi avesse voglia di usare googlemaps posizionando l'omino nella via, noterebbe che ormai questa via ha ben poco di romantico.... ci sono un paio di case ancora conservate dal 1800, ma il resto della via è costituito da palazzine moderne, club e piccoli alberghi. Nonostante ciò, se dovessi tornare a Londra non mancherò di andarci per cercare il civico 67 e fotografarlo.

La servitù che lavora al 67 di Clarges Street è pagata una miseria, ma gli sventurati domestici non possono cercare un altro posto di lavoro perchè sono ricattati dall'amministratore della proprietà. La loro unica speranza, quindi, è di avere degli inquilini durante la stagione, che li ricoprano di mance e costituiscano una rendita aggiuntiva. 
Peccato che la casa sia considerata da tutti iellata, e nonostante venga affittata a prezzi ridicolmente bassi rimane spesso sfitta. Ne consegue anche che gli inquilini che miracolosamente vi arrivano sono per lo meno particolari.

L'insieme tra questi affittuari comici e questa servitù sventurata è uno dei punti di forza del libro, unito all'abilità di scrittura di Beaton. 
Non vi aspettate, d'altro canto, un capolavoro, è semplicemente un libro tranquillo ambientato in un'epoca in cui procacciarsi un buon marito era il principale obiettivo di tutte le signorine di buona famiglia, probabilmente non lo ricorderete per sempre ma vi regalerà qualche ora piacevole.


Stagione: opterei per una primavera (stagione in cui c'era la Stagione) freddina (siamo pur sempre a Londra!!!)

venerdì 26 giugno 2015

LET'S TALK ABOUT... Gialli


Ciao a tutti!!! 
Le mie peripezie per entrare nella mia nuova casa continuano, ormai siamo alle ultime riparazioni, ma il materasso non arriva, e siamo ben oltre i tempi di consegna che ci avevano garantito. Prima di passare il pomeriggio al telefono per capire cos'è successo, ho pensato di scrivere un post a cui pensavo da parecchio tempo, ovvero sui gialli! 

Che vogliate chiamarli gialli oppure noir, il concetto non cambia: è un genere che mi appassiona molto, prediligo quelli ambientati in un ambiente chiuso e circoscritto (come in "Dieci piccoli indiani" della Christie, per intenderci) e ci sono diversi autori del genere che seguo appassionatamente.... lo trovo anche un genere che, meglio di tanti altri, permette di viaggiare!
Ma chi sono i miei autori preferiti, e perchè? Vediamo il mio elenco.

LEONIE SWANN: quest'autrice tedesca ha, purtroppo, scritto solo due gialli, "Glennkill" e "Il lupo Garou". Questo è un bene per la mia wishlist, ma mi spiace molto non sia stata più prolifica! Nei suoi gialli i detectives sono.... delle pecore! Ed è uno dei rari casi in cui il lettore capisce di più, e meglio, rispetto a chi conduce le indagini: non sempre infatti le pecore sono in grado di interpretare correttamente ciò che vedono, o che ascoltano, il loro mondo è fatto più di odori e di sensazioni.

CAMILLA LACKBERG: con lei si entra nel profondo nord, per la precisione sulla costa svedese, nel piccolo paesino di Fjallbacka, particolarmente ricca di turisti e di.... omicidi! Gli investigatori sono più classici rispetto a quelli scelti dalla Swann, sono infatti una coppia sposata, lui è un detective e lei una scrittrice.
La particolarità che mi affascina di questa autrice è come riesca, in poche righe, a delineare anche i personaggi secondari più insignificanti, e come scavi nella psicologia dei suoi personaggi.
Qui c'è la mia recensione di uno dei suoi titoli, "La Sirena".

JEAN LUC-BANNALEC: a dispetto del nome (che in realtà è uno pseudonimo), questo scrittore è tedesco, è appena uscito il suo terzo romanzo, "Un caffè amaro per l'ispettore Dupin" (potete trovare qui e qui le recensioni dei suoi due precedenti lavori, "Natura morta in riva al mare" e "Lunedì nero per il commissario Dupin"). I suoi libri sono ambientati nella costa sud della Bretagna, una regione che rappresenta un microcosmo all'interno della Francia.

OLIVIER TRUC: vero francese questa volta, all'attivo ha per il momento solo due titoli, "L'ultimo lappone" e "Lo stretto del lupo", ambientati in Lapponia. Questi gialli sono interessanti soprattutto per gettare uno sguardo alla Norvegia di oggi e alle sue contraddizioni. Personalmente, ho scoperto un sacco di cose sui lapponi, sull'allevamento di renne e sui conflitti etnici presenti nella loro terra.

Recentemente ho scoperto altri autori che non vedo l'ora di iniziare, sono tutti autori che hanno all'attivo una lunga serie di pubblicazioni, quindi la mia wishlist è esplosa..... eccoli elencati qui di seguito!

P.D. JAMES: ve ne ho già parlato nella recensione di "Morte a Pemberley" (qui), questa scrittrice inglese ha creato il personaggio dell'ispettore Dalgliesh, che ha condotto indagini dal 1962, anno della sua prima apparizione (in "Copritele il volto"), fino al 2008 (ultimo caso dell'ispettore in "La paziente privata"). Mi attira perchè mi sembra molto classica, una specie di Agatha Christie che tanto adoro!

LIZA MARKLUND: altra nordica.... non credo occorrano ulteriori spiegazioni, i gialli nordici hanno un'atmosfera che è solo loro!

ALEXANDER MCCALL SMITH: dal profondo nord, al profondo sud! Una lunga serie di gialli ambientati in.... Botswana! Esotico e caldo, combinazione che voglio provare quanto prima!!
Insomma, se dovessi commentare questo post con un'unica espressione, sceglierei "povera me" per via della mia wishlist.... e voi? Amate questo genere? Conoscete questi autori, oppure ne avete altri che vi piacciono di più?

A rileggerci la prossima volta!!